AREA SANITARIA PROTETTA

area sanitaria protetta

AREA SANITARIA PROTETTA

CARIPLO EDY Niguarda 118 CRISOPMilano
FONDAZIONE CARIPLO, C.R.I., 118 MILANO e AZIENDA OSPEDALIERA NIGUARDA INSIEME
PER L'AREA SANITARIA PROTETTA:

Era un progetto ambizioso, costoso, una sfida contro il tempo, il tentativo di misurarci con le nostre forze e di "sfidare il vento": ce l'abbiamo fatta! Un progetto che sembrava irraggiungibile è divenuto realtà ed il Comitato Provinciale, attraverso gli uomini della DIVEM, può andare orgoglioso di questo importante tassello che contribuisce ad ampliare il mosaico di collaborazioni e partnership sviluppate sul territorio.

Da qualche mese è stato infatti firmato il protocollo d'intesa che sancisce la collaborazione tra CRI, 118 Milano e l'Azienda Ospedaliera "Niguarda": tutto ciò è stato possibile grazie al contributo determinante della Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia, della Edy srl (produttrice di tutto il pacchetto).

Il Comitato Provinciale di Milano è impegnato da molti decenni sia negli interventi sanitari urgenti sul territorio nazionale sia negli interventi delle grandi emergenze sul versante internazionale, rispondendo al mandato che i padri fondatori della Croce Rossa indicarono nel lontano 1864 a Ginevra e che il Dott. Cesare Castiglioni fece suoi proprio a Milano, ove nacque la Croce Rossa Italiana. Da sempre cooperiamo, insieme alle altre Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa presenti in quasi tutti i paesi del mondo, agli aiuti nei confronti delle categorie più deboli ovunque ve ne sia bisogno, nelle guerre, nelle calamità naturali, nelle emergenze sanitarie e sociali che si sviluppano nel mondo. Abbiamo mandato ad intervenire, attraverso gli strumenti propri del Diritto Internazionale Umanitario, in ogni luogo in cui si manifesti la necessità di tutelare i valori della salute pubblica ed i diritti, sovente violati in occasione dei conflitti armati, delle categorie della popolazione più vulnerabile, tra tutti anziani e bambini. Nel più recente passato abbiamo prestato soccorso alla popolazione irachena attraverso la gestione del “Saddam City Hospital”, una struttura sanitaria destinata all’abbandono ma che, grazie all’intervento del nostro personale medico e paramedico, ha riacquistato la propria funzionalità sino a divenire oggi il primo centro per la cura degli ustionati della capitale irachena. Agli inizi del 2005 siamo poi intervenuti nello Sri Lanka colpito dallo tsunami, recuperando la gestione di una struttura sanitaria fatiscente nei pressi di Baticaloa (nord est del paese), trasformandola in un ospedale di prima accoglienza dedicato soprattutto alle giovani partorienti, altrimenti destinate a percorrere centinaia di chilometri nella giungla prima di giungere a Colombo, la capitale. Da molti anni continuiamo ad inviare i nostri uomini ed i nostri materiali nel Sud America per sostenere attività di cooperazione internazionale a favore delle popolazioni salvadoregne, messicane, honduregne, nicaraguensi ed altre ancora, attraverso la costituzione di nuovi ospedali e la formazione medica del personale locale destinato ad operare in queste strutture. Il nostro Comitato Provinciale si è impegnato per il Darfur, un paese in cui la guerra civile sta devastando le fasce più deboli ed indifese della popolazione; in particolare, abbiamo portato generi di prima necessità e strutture campali per il soccorso ed il sostegno ai bambini ed alle donne.

Tutte queste attività possono essere svolte grazie alla generosità dei nostri cittadini che, come amiamo dire “ci aiutano ad aiutare”, grazie ai loro sacrifici ed al loro buon cuore. Tuttavia, abbiamo la necessità di migliorare sempre la qualità del servizio che eroghiamo all’utenza attraverso l’utilizzo di materiali sempre più sofisticati e la copertura dei deficit strutturali che in alcuni casi ci limitano nell’intervento operativo. E’ proprio in questa ottica che è nato il progetto aggiornato “Area Sanitaria Protetta”, ideato nel 2005 per consentirci un adeguato livello logistico ed una efficiente metodologia di lavoro nel settore dell’assistenza alla popolazione. Tale progetto, sulla scorta di un confronto avuto con Regione Lombardia ed Azienda Ospedaliera Cà Granda di Milano, è stato ridefinito nel febbraio del 2007 al fine di consentirne un utilizzo di carattere socio-assistenziale al verificarsi di un emergenza sanitaria. In particolare, recependo le indicazioni fornite dalla Direzione Sanitaria di Niguarda, abbiamo modificato i 3 PMA di primo livello previsti nella redazione del 2005 in due strutture costituite da un PMA di primo livello (con garanzia di intervento in situazioni di emergenza/urgenza attraverso un’attivazione da parte del S.S.U.em. 118 Milano) e da una struttura sanitaria di base da abbinarsi a quella più complessa in ambito socio/assistenziale.

STRUTTURA DELL’AREA SANITARIA: L’Area Sanitaria Protetta è una struttura modulare pneumatica che, posta in zona operativa, ci consentirà di ospitare ed assistere almeno 80 persone (di cui 18 assistiti da ossigenoterapia); un’assistenza sociale, quindi, a 360° che comprende varie fasi, dal primo soccorso (con eventuale intervento del PMA di primo livello) all’assistenza post-degenza. La struttura è costituita da tende pneumatiche che, intersecandosi tra loro secondo uno schema stabilito, compongono una struttura assistenziale di secondo livello completamente indipendente ed in grado di soddisfare tutte le esigenze medico/sociali che si sviluppano nelle aree di crisi. Accanto alla struttura pneumatica, utile per un soccorso di secondo livello, abbiamo la necessità di poter contare su strutture di primo livello per il soccorso urgente della popolazione; ecco il motivo per cui, a completamento del progetto, abbiamo individuato un PMA di 1° livello (costruito su carrello elitrasportabile) utile per la prima fase dei soccorsi sanitari urgenti, anche a supporto del S.S.U.Em. 118 Milano con cui quotidianamente lavoriamo. Il modulo sanitario di base, che sostituisce i due PMA di primo livello previsti nel progetto 2005, è destinato ad ospitare un laboratorio di medicina generale e sarà dotato di apparato ecografico, point of care diagnostica di laboratorio, elettrocardiografo/defibrillatore, impianto di ossigeno, dotazione sanitaria di base, arredi, personal computer ed altro ancora. L’Area Sanitaria Protetta è, infine, completata da una struttura pneumatica di grosse dimensioni (mt. 12,7 x 31) capace di garantire, anche in condizioni estreme, l’eventuale ricovero dei mezzi di soccorso, lo stoccaggio dei materiali e dei generi alimentari per la sussistenza di un cospicuo numero di persone (circa 80 persone in totale di cui 18 assistiti da ossigenoterapia).

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EDY